Internet, un mondo diviso

L’ITU presenta un nuovo studio sulla diffusione delle connessioni: più di metà del mondo è ancora offline, ma il mobile si sta rapidamente diffondendo. Un punto di partenza ufficiale per studiare le politiche da adottareRoma – L’International Telecomunication Union (ITU), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di telecomunicazioni, ha presentato il suo rapporto annuale sull’ITC dal titolo Measuring the Information Society Report.

Tramite questa analisi l’ITU ha fotografato la situazione globale cercando di stilare una classifica per nazioni ed un indice da utilizzare per sviluppare politiche ad hoc per migliorare la situazione e la penetrazione delle connessioni.

In generale si legge nel rapporto che 3 miliardi di persone sono al momento online e che l’utilizzo di Internet continua costantemente a crescere: nell’ultimo anno a livello globale ha segnato un più 6,6 per cento, una media tra la crescita di 3,3 punti percentuali nei paesi sviluppati, e il consistente 8,7 dei paesi emergenti e in via di sviluppo, dove i netizen dal 2009 ad oggi sono raddoppiati.
Click hereDei 4,3 miliardi di persone ancora offline, il 90 per cento vive comunque in questi paesi ed in particolare nei paesi meno sviluppati (2,5 miliardi di persone).

Il rapporto in sé, insomma, non si discosta da quanto riportato da altre ricerche condotte da privati, che raffigurano un mondo connesso ma ancora non del tutto, con tante differenze da paese a paese: in top 30 per diffusione delle connessioni vi è la Danimarca con a seguire diversi paesi europei (ma non l’Italia), l’Australia, gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda, Singapore, la Corea del Sud (scalata in seconda posizione) e il Barhain.

Per tasso di crescita primeggiano invece paesi come le Isole Fiji, Capo Verde, la Thailandia, l’Oman, il Qatar, la Bielorussia, la Georgia e la Bosnia-Erzegovina.

Come riferiscono anche il Mobile Overview Report stilato da ScientiaMobile e come confermano i dati eMarketer, poi, sono le connessioni mobile ad innervare il mondo con maggiore rapidità: lo stesso rapporto ITU riferisce come paradossalmente – grazie alle doppie schede dei paesi più ricchi – entro il 2014 si prevede di raggiungere quota 7 miliardi di abbonamenti mobile attivi, corrispondenti quasi all’intera popolazione mondiale.